Il perfezionismo clinico e il suo trattamento nelle problematiche alimentari.

da | Feb 6, 2020

A seguito di molteplici diete conseguite con successo potrebbe capitare di ricadere negli stessi meccanismi oppure, nonostante l’aver intrapreso un percorso di psicoterapia, la situazione potrebbe riapparire poco mutata. Cosa non sta funzionando? il perfezionismo ci sta bloccando.

Il trattamento base CBT-E (Teoria Cognitivo Comportamentale Transdiagnostica ) per il Disturbo dell’Alimentazione in alcune persone può non essere sufficiente. Questo può avvenire per molteplici cause tra cui i meccanismi di mantenimento del problema.
La formula allargata del trattamento CBT-E prevede l’utilizzo di alcuni moduli incentrati su specifici meccanismi esterni che ostacolano il cambiamento.
Tra i meccanismi di mantenimento dei Disturbi dell’Alimentazione, come l’Anoressia, la Bulimia o il Binge Eating, abbiamo il perfezionismo clinico, la bassa autostima nucleare, i problemi interpersonali (Fairburn, 2010) e l’intolleranza alle emozioni. I primi tre moduli vanno ad aggiungersi al trattamento focalizzato, l’ultimo è stato invece incorporato nel trattamento base.
Compete ovviamente al clinico valutare la necessità dell’uno o dell’altro trattamento.

Osserviamo più da vicino uno di questi meccanismi: Il Perfezionismo Clinico.

Il perfezionismo clinico viene definito come una “valutazione eccessiva dell’inseguimento e del raggiungimento dei risultati prefissati” (Dalle Grave, 2003); assume valenza clinica in quanto meccanismo pervasivo e di danneggiamento alla vita quotidiana della persona.

Questo meccanismo associato alle problematiche alimentari produce un atteggiamento di eccessivo controllo della propria alimentazione, con relative diete ferree, intenso esercizio fisico e controllo del proprio corpo e del proprio peso.
Il perfezionismo clinico si diffonde a tutti quei domini di vita a cui la persona attribuisce un valore fondamentale, con conseguente estromissione di altri aspetti.

Questo meccanismo assume una rilevanza tale da compromettere l’effettivo raggiungimento di obiettivi, la svalutazione di quelli raggiunti e il successivo innalzamento degli standard.

Altre caratteristiche sollevate dal perfezionismo

possono essere: il confronto continuo con i successi degli altri, il timore di non essere all’altezza dei propri standard e l’evitamento di situazioni che richiedono una performance.
Chiara risulta essere la necessità di intervenire in soggetti in cui è presente tale meccanismo con un programma terapeutico che approfondisca e consenta l’impedimento della conservazione del problema.
Nel trattamento risulterà doveroso intervenire valutando l’eccesso di perfezionismo e le sue conseguenze, tra le quali: alti livelli di tensione, spazio limitato alla creatività o ad attività piacevoli slegate dalla prestazione.

Sarà fondamentale, quindi, intervenire permettendo il nascere di interessi privi di prestazione, valutate spesso da tali soggetti come inutili “attività togli tempo”, come leggere un libro, fare una passeggiata al mare o prendere un caffè con un amico.
Con persone aventi difficoltà alimentari e perfezionismo clinico si interverrà nell’innalzare l’efficacia di alcune attività così da permetter loro di fare meno ma farlo meglio e non porsi come obiettivo il ridimensionare gli standard, poiché per questi sarà estremamente difficoltoso da tollerare.

L’eccessiva fatica data dall’intenso perfezionismo provoca inevitabilmente un fallimento a livello di performance, sarà quindi utile creare una lista degli obiettivi che permetterà il palesare di standard irrealistici e difficilmente raggiungibili, prenderne coscienza e discuterne permettendone la risoluzione o il ridimensionamento.

Il trattamento si incentrerà successivamente sull’identificazione delle forme di controllo della prestazione e sulla discussione delle conseguenze, in particolar modo si discuterà del timore del fallimento e dell’attenzione focalizzata al non raggiungimento degli standard.

Tra le forme di check della prestazione vi è il confronto con gli altri, questo appare superficiale e acritico, mentre risulta essere meticoloso e focalizzato sul fallimento il confronto con se stessi. Tra gli obiettivi della terapia vi sarà la comprensione di tale distorsione al fine di consentirne il superamento.

Si conclude con l’intervento sull’evitamento.

Questo atteggiamento, nel perfezionismo clinico in soggetti con problemi dell’alimentazione, si riflette nell’evitamento totale di situazioni che richiedano una performance, o in un evitamento selettivo come il non pesarsi temendo il peggio, non permettendo così la messa in discussione delle proprie idee irrazionali. Queste tipologie di evitamento possono essere affrontate tramite formulazione dei pro e contro del compiere tali prestazioni.

Quando si intraprende un percorso di trattamento del disturbo dell’alimentazione risulta quindi necessario tenere in considerazione tale funzionamento di perfezionismo clinico.

Dott.ssa Cinzia Borrello, Psicologa Psicoterapeuta cognitiva e cognitiva comportamentale e Terapeuta EMDR II Livello.

Biografia
Dalle Grave, R. (2003). Terapia cognitivo comportamentale ambulatoriale dei disturbi dell’alimentazione. Verona: Positive Press
Fairburn, C. G. (2010). La terapia cognitivo comportamentale dei disturbi dell’alimentazione. Eclipsi.

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La Psicoterapia Online

Cos'è la psicoterapia online? Il supporto online e la psicoterapia online esistono da tempo. Per terapia online si intende una prestazione psicoterapica effettuata tra terapeuta e cliente, attraverso i canali telematici ed avviene grazie alla connessione via internet...

Vivere accanto all’ansia

<< Lo sguardo nel vuoto, gli occhi sbarrati, la guardo e cerco di comprendere dove sta andando con quella testolina. Le dico “non ti preoccupare” e lei si incupisce come se le avessi detto qualcosa di male. Non la capisco e lei lo sa. Costantemente proiettata...

Vivere Accanto al Disturbo Ossessivo Compulsivo

“I rituali sono sfiancanti, non sai mai come potrebbe reagire, se hai fatto abbastanza per lui. Non esco più per evitare di fare le cose e causargli ansia. Non so più come comportarmi. Sta diventando una situazione limitante e ingestibile. Finiamo con il litigare ogni...

Vivere accanto ad una persona affetta da Covid-19

I protagonisti indiscussi di questo periodo sono le persone che sfortunatamente hanno vissuto in prima persona il contagio del Coronavirus. Tra i molteplici soggetti coinvolti vi sono loro, con emozioni, pensieri e comportamenti differenti. Difficile è la loro...

Come sopravvivere al Coronavirus?

Attualmente il panorama italiano si sta affacciando ad uno di quei periodi di sconforto e di caos che rimarrà nella storia. Oltre alla situazione sanitaria, dove non mi dilungherò, (citerò qui le uniche fonti ufficiali dove trarre le informazioni - Ministero della...

Vivere accanto alla depressione

 Entro in casa e la trovo lì sul divano, fissa il vuoto e non ha le forze. Vivere accanto alla depressione non è uno scherzo. Dice di non riuscire a fare nulla, brutti pensieri le entrano in testa e la immobilizzano e io fermo, impotente. Dice “dentro di me c’è voglia...

Come affrontare la solitudine? I passi per viverla al meglio

 “Sono una sfigata, sono da sola”, “essere soli? è terribile”, "non riesco a comprendere come affrontare la solitudine", “stare da soli significa non esistere” “non potrei mai fare un viaggio da sola”, “da solo non potrei farcela”, “non mi può lasciare, resterei...

Ecco cosa ho imparato da una relazione finita

La storia con lui è stata tempestosa, gelosie e tradimenti, assenze e presenze di dipendenza, bisogni e necessità, amore e odio. Avrei buttato tutti gli anni insieme e avrei azzerato i ricordi. Poi mi sono chiesta “Cosa ho imparato da una relazione finita?”. Quando...

Vivere accanto a persone con attacchi di panico

Vivere accanto a persone con attacchi di panico non è semplice, è così che è necessario comprendere cosa sia l'attacco di panico, i meccanismi che si attivano a fronte di tale situazione e come gestirla. Ad un certo punto la vedi. Sbianca, il cuore sembra salirgli in...

Il perfezionismo clinico e il suo trattamento nelle problematiche alimentari.

A seguito di molteplici diete conseguite con successo potrebbe capitare di ricadere negli stessi meccanismi oppure, nonostante l'aver intrapreso un percorso di psicoterapia, la situazione potrebbe riapparire poco mutata. Cosa non sta funzionando? il perfezionismo ci...